Il calore di cinque Soli

Tour de force degno del progressive più radicale – inevitabile l’accostamento con le produzioni del Rock In Opposition – Five Suns degli inglesi Guapo esce non a caso nel 2003 per la Cuneiform Records, etichetta impegnata da anni nella ristampa di tanti dischi tra i più avventurosi degli anni settanta.

All’epoca la line -up dei Guapo era formata da Daniel O’Sullivan (chitarra e tastiere), Matt Thompson (basso e chitarra), Dave Smith (batteria).

Sturm und Drang contro la matematica

Non pago della musica dei suoi Don Caballero il chitarrista Ian Williams varò gli ancora più radicali Storm&Stress. Band che deve la sua ragione sociale al movimento letterario tedesco dello Sturm und Drang e seguendone i principi si dissocia dalla precisione matematica del gruppo madre: tutto si frattura, si sbriciola, si confonde. Se ancora di matematica vogliamo parlare siamo in pieno calcolo combinatorio.

 

Era una gioia appiccare il fuoco

“A misura che le scuole mettevano in circolazione un numero crescente di corridori, saltatori, calderai, malversatori, truffatori, aviatori e nuotatori, invece di professori, critici, dotti e artisti, naturalmente il termine “intellettuale’ divenne la parolaccia che meritava di diventare.”

Quando, nel 1966, il grande regista francese traspone cinematograficamente Fahrenheit 451, romanzo distopico di Ray Bradbury, recluta, per la colonna sonora, il compositore americano Bernard Herrmann che ha appena sciolto il sodalizio con Alfred Hitchcock per il quale ha firmato otto colonne sonore tra cui quella di Psyco.

Herrmann contribuisce con il suo commento sonoro a ricreare le atmosfere inquietanti di un possibile futuro – futuro allora ma maledettamente vicino al nostro presente – dominato dai media e dove i pompieri bruciano i libri.

 

Una sedia non basta

Bertoia nasce Arieto, siamo nel Friuli nel mezzo della Grande Guerra, e diventa Harry negli Stati Uniti, dove la famiglia emigra in cerca di fortuna. E fortuna Harry ne farà moltissima con la sua diamond chair, una sedia in metallo ideata per la Knoll. Ma la diamond chair sarà anche la sua condanna a essere ricordato come designer prima ancora che come artista in continua esplorazione: scultore che predilige il metallo a un certo punto comincia a indagare le possibilità sonore delle sue opere registrando dal 1970 i Sonambients, una serie di undici LP che imprigionano il vento delle sue sound sculptures.

L’elettronica eterozigote

Fondatore con Pierre Schaeffer del Groupe de Recherches Musicales, Luc Ferrari teorizza, a partire dalla musica concreta quella che definirà musica anedottica: i rumori di ambiente e i suoni trovati si fanno racconto e dramma.

Primo esempio di questa musica anedottica è la composizione Hétérozygote, realizzata nei primi anni sessanta dopo l’apprendistato classico con Olivier Messiaen e Arthur Honegger e l’incontro, negli Stati Uniti, con Edgard Varèse che allora cominciava le sue esplorazioni elettroniche.

L’uovo con la E maiuscola

Gli Egg sono stati una delle tante grandi band minori uscite da quel crogiolo unico che fu la piccola cittadina di Canterbury. Nati nel 1967 come quartetto a nome Uriel divennero Egg l’anno seguente dopo l’abbandono di Steve Hillage per motivi di studio – i quattro si ritroveranno nel ’69 per registrare, sotto mentite spoglie, l’unico disco degli Arzachel – ed esordirono sulla lunga distanza nel 1970 con l’eponimo Egg. A questo primo album seguì l’anno seguente The Polite Force e nel ’74 The Civil Surface con il gruppo oramai già sciolto e il leader, il tastierista Dave Stewart già impegnato con gli Hatfield And The North.

L’arcipelago sonoro

André Boucourechliev nasce a Sofia, in Bulgaria, nel 1925. Studia a Parigi, in seguito otterrà anche la cittadinanza francese e approfondisce i suoi studi a Milano con Berio e Maderna e negli Stati Uniti con Cage. Più noto come musicologo che come compositore, ha scritto libri su Schumann, Chopin, Beethoven, si è cimentato negli anni ’50 con la musica elettronica in quel laboratorio unico che è stato il Groupe de Recherche Musicale di Parigi. Notevole la serie degli Archipels, composti negli anni sessanta e settanta, e le cui partiture indagano i limiti della libertà espressiva dei musicisti: ogni esecuzione è diversa dall’altra senza però mai cadere nell’aleatorietà.

 

Disegni esplosi

Sono disegni sonori esplosi quelli dei Polvo, l’indie-rock, quello vero, fatto di melodie e distorsioni, proliferato negli anni novanta in ogni angolo d’America. I Polvo provenivano dalla North Carolina tirarono fuori una manciata di dischi incendiari nella prima metà dei nineties salvo poi sparire per una dozzina d’anni fino al ritorno a sorpresa con un paio di ottimi dischi usciti nel 2009 e nel 2013 a conferma di una vena creativa ancora vivissima.

 

Il balletto triadico

Cent’anni di Bauhaus oggi. E non mi riferisco all’omonimo gruppo di Peter Murphy ma alla scuola di arte e design tedesca cui si era ispirato per il nome della band.  Ma la scuola fondata a Weimar da Walter Gropius e che diverrà presto modello per tutta Europa prima dell’avvento del nazismo cercò di rinnovare anche il teatro e la danza lasciandoci in eredità il  Triadisches Ballett, opera coreografica di Oskar Schlemmer su musiche di Paul Hindemith  presentata per la prima volta nel 1922 a Donaueschingen.

 

Pinguini e cose a caso

“I am the proprietor of the Penguin Cafe, I will tell you things at random.” 

L’etichetta Obscure Records Ltd nacque per volontà di Brian Eno nel 1975 per fare luce su musiche oscure. Durò lo spazio di un triennio e una decina di pubblicazioni. Tra queste, nel 1976, l’esordio della Penguin Café Orchestra di Simon Jeffes.

Jeffes, chitarrista, era accompagnato dal violoncello di Helen Liebmann, dal violino di Gavyn Wright e dal piano elettrico di Steven Nye. La musica della creatura di Jeffes, sospesa tra musica rinascimentale e barocca e suggestioni etniche, è qualcosa di assolutamente fuori dai generi e perciò preziosa.

Pare che l’idea del gruppo fosse balenata a Jeffes nel ’72 quando rimase vittima di un’intossicazione alimentare nel sud della Francia. Le cose potevano andare sicuramente peggio!