Cartoline dal vecchio West

I Quicksilver Messenger Service di John Cipollina vengono sempre annoverati come terzo gruppo della scena acid-rock di San Francisco. Certo a ragione: non possedevano la sensualità di una Grace Slick e la capacità di sfornare grandi canzoni dei Jefferson Airplane né tanto meno musicisti della caratura dei Grateful Dead (capaci di passare dalla più lisergica psichedelia all’avanguardia della musica concreta). Più fisici nelle loro jam infuocate i Quicksilver Messenger Service non sono stati capaci di grandi prove in studio ma hanno lasciato un meraviglioso live, Happy Trails uscito nel 1969, tratto da due serate ai mitici Fillmore e sublimato nella lunga cavalcata di Calvary.

La farfalla del giardino dell’Eden

Gli Iron Butterfly dell’organista e cantante Doug Ingle saranno ricordati quasi esclusivamente per quell’incredibile lato B del loro secondo LP pubblicato nel 1968 per la ATCO Records. La facciata del vinile era occupata interamente dal  lunghissimo brano che dava il titolo all’album. In-A-Gadda-Da-Vida coi suoi diciassette minuti in cui si rilegge l’acid-rock californiano e si dettano le future coordinate dell’hard-rock e dell’heavy-metal tra febbrili note d’organo ed epidermici riff di chitarra dell’allora diciottenne chitarrista Erik Brann.

Il terzo sesso

Contacto Espacial con el Tercer Sexo è una girandola di suoni e campionamenti che sono molto più di una stramberia degli anni ’90. Il duo di Camarillo, California, battezzatosi Sukia (dal nome probabilmente di un fumetto erotico di casa nostra) e affiancati dai Dust Brothers, geniali produttori – c’erano loro dietro la consolle di Odelay, uno dei maggiori successi di Beck – sfornano un album che è un divertentissimo miscuglio di exotica, lounge e trip-hop: una maquina del sueno, come cantano in The Dream Machine.

A volte è meglio tacere

Non ho mai scritto dei californiani Chrome di Helios Creed. C’è una ottima recensione di Francesco Nunziata sul sito di Ondarock che consiglio vivamente di leggere. E poi c’è il disco, Half Machine Lip Moves, anno 1979, un concentrato micidiale di generi tra brandelli di psichedelia, garage e i nuovi modi del punk e dell’industrial. Da sentire e basta.

 

L’esercito del surf

Dennis Wilson è morto annegato nel 1983. Sorte ridicola la sua visto che era uno dei membri fondatori dei Beach Boys. Ma i Beach Boys c’entravano poco con l’immaginario cinematografico di ‘Un mercoledì da leoni’Il nome del gruppo in realtà fu un’azzeccata mossa di marketing del produttore Hite Morgan. Con il disappunto della band che aveva deciso di chiamarsi The Pendletons. Finirono così a far parte dell’esercito del surf-rock californiano loro malgrado. Tanto che, quando Brian Wilson realizzò il capolavoro ‘Pet Sounds’, fu osteggiato dai suoi stessi discografici che volevano un album meno triste. Ma il sensibile Brian Wilson si era accorto da un pezzo che il sogno californiano era finito sotto le ondate sempre più disastrose della guerra in Vietnam.
Negli anni novanta è toccato a una band dell’Alabama rinverdire i fasti del surf-rock che aveva avuto in Dick Dale il padre più illustre. Un surf-rock futuribile e fantascientifico, ma di quella fantascienza di cartapesta degli anni sessanta dai pochi effetti speciali e tutti molto low-cost. Questo sono stati quei mattacchioni dei “Man or Astro-man?”

Jello sindaco

Ciclicamente si chiede agli elettori la carnevalata delle urne con a seguire la penitenza quaresimale di litanie e promesse non mantenute. E’ in momenti come questi che vorrei candidati folli come Jello Biafra, il cantante dei mitici e incoscienti Dead Kennedys – provate voi a trovare un nome più oltraggioso nell’America degli anni settanta! –  che nel ’79 arrivò quarto (su dieci candidati) all’elezione come sindaco di San Francisco raccogliendo 6000 voti. Ecco di seguito la sua proposta programmatica all’elettorato californiano:

 Lo spirito di San Francisco non deve essere distrutto in nome dell’ordine, della legalità e dei dollari dei turisti. L’amministrazione in carica vuole “ripulire” la città. Essa sostiene spudoratamente il capitale mentre le forze creative che mantengono viva la nostra città vengono sempre più insistentemente perseguitate dalla legge. San Francisco è forse destinata a diventare un’altra fredda ed efficiente città americana? No, se faremo sentire chiara e forte la nostra opposizione.
Trasporti di massa: E’ venuto il momento di vietare la circolazione delle automobili in città. Il potenziamento del servizio pubblico e il lancio, con l’aiuto dell’industria privata, di una moda della bicicletta dovrebbero garantire il funzionamento regolare di ogni attività. I veicoli commerciali potranno continuare ad operare provvisti di speciale permesso e rimarranno aperte le autostrade intercomunali.
Miglioramento dei rapporti tra polizia e cittadini: E’ ora che la polizia e i cittadini si conoscano. Tutti gli ufficiali di polizia dovranno venir confermati dai cittadini attraverso delle elezioni da svolgersi ogni quattro anni. Inoltre ogni due anni metà delle forze di polizia dovranno assoggettarsi ad un voto di fiducia, come avviene per i giudici, espresso dagli abitanti dei quartieri che pattugliano.
Combattere il crimine: Qui non siamo a Houston, nel Texas. Sono stati spesi, inutilmente, tempo e soldi per far rispettare leggi obsolete e per combattere crimini senza vittime. Invece di continuare con i raid nei club e con gli arresti per droghe leggere e prostituzione si dovrà considerare prioritaria la repressione del crimine organizzato e del “crimine bianco”. La Buoncostume dovrà essere abolita.
Giustizia uguale per tutti: Il carcere cittadino è sovraffollato e il vitto è scadente e scarso. La prigione dovrà essere trasferita al Sunol Valley Golf Club dove tutti i carcerati potranno mangiare bene ed imparare a condurre una vita produttiva come è avvenuto per Dan White (White uccise nel ’78 il sindaco di San Francisco e un supervisore gay perché disprezzava gli omosessuali, e fu condannato ad una pena mite) e i criminali del Watergate.
Mai più governi a porte chiuse: Invece di trattare accordi in privato Jello Biafra terrà delle aste pubbliche per vendere le alte cariche dell’amministrazione cittadina. Inoltre verrà creata una Commissione per la Corruzione che stabilirà pubblicamente le tangenti da pagare per ottenere l’appoggio dell’amministrazione per esenzioni dal piano regolatore, appalti ecc.
I diritti degli inquilini: Verrà legalizzata, per le persone a basso reddito, l’occupazione delle case sfitte usate dai proprietari per la riduzione delle tasse. Inoltre tutti gli affitti dovranno essere riportati ai livelli precedenti la Proposition 13 e poi ulteriormente ridotti del 10%. Questa ulteriore riduzione servirà a compensare l’aumento voluto dai proprietari per favorire l’approvazione della Proposition 13.
La pulizia di Market Street: L’amministrazione in carica vuole “ripulire” Market Street (la via centrale di San Francisco dove si trova il centro degli affari e l’ambiente della piccola malavita). Noi crediamo che l’approccio usato sia errato e proponiamo che i titolari degli uffici indossino vestiti da clown durante l’orario di lavoro dalle 9 alle 17.
Basta con il deterioramento della città: Se vogliamo combattere il deterioramento della città bisogna cominciare dal Pier 39 (il Molo 39, una specie di centro per turisti con negozi, ristoranti, ecc.). Sarà distrutto, poiché dannoso per la città, dalla popolazione di San Francisco durante una festività appositamente dichiarata.

Ricostruire lo spirito comunitario: Perché non alleviare la tensione esistente in città costruendo ovunque statue di Dan White? Il Dipartimento Parchi Pubblici potrebbe quindi vendere uova, sassi e pomodori con cui bersagliare le statue.