La carovana dell’anima (Ohr Records #7)

I Soul Caravan nacquero a Wiesbaden nel 1967 come sestetto equamente diviso in tedeschi e americani. Le iniziali inclinazioni soul del primo LP Get in High si persero a favore di influenze prima jazz e poi cosmiche. Dopo aver inciso l’album Electrip come Xhol Caravan approdarono all’etichetta Ohr. Ribattezzatosi Xhol registrarono nel 1970 un primo disco, Motherfuckers GMBH & Co. KG, rispedito al mittente dalla casa discografica e pubblicato solo due anni dopo con il gruppo oramai sciolto. Meglio andò con Hau-RUK, pubblicato nel 1971 e contenente due lunghe tracce registrate dal vivo l’anno prima a Gottinga con una formazione a quattro elementi senza la presenza di  chitarre.

Oltre il basso, l’altrove

Ho atteso con impazienza di mettere sul piatto del giradischi Alone, il nuovo lavoro di Gianni Maroccolo, storico bassista dei Litfiba e da appassionato di acronimi, di CCCP, C.S.I., P.G.R.. Tralascio il curriculum lunghissimo di musicista e produttore del Marok che, mandato in pensione lo storico basso Attilio, ha ripreso a  percorrere sentieri più elettronici e sperimentali. Alone è il primo episodio di quello che sarà il suo disco perpetuo che uscirà a cadenza semestrale per sempre. Questo primo disco, curatissimo nell’artwork, vede la presenza di una vecchia conoscenza del rock nostrano come Edda Rampoldi, voce dei Ritmo Tribale e Iosonouncane.

Il lungo flusso sonoro del disco, scherzosamente etichettato come krautmarok, omaggia tanto la  musica cosmica tedesca quanto il post-punk degli esordi di Gianni fino alle suggestioni etniche e world, ben esemplate dalle nenie indiane di Edda e che rimandano all’importante collaborazione di Marok con il compianto Claudio Rocchi.

La costola e la comune (Ohr Records #6)

Gli Amon Düül II nacquero da una divisione interna degli  Amon Düül , collettivo musicale nato in Baviera all’interno di una variopinta comune di artisti, hippies e sbandati. Nel 1970 la Ohr riuscì a metterli in uno studio di registrazione che frutteranno un LP Paradieswärts Düül e un singolo, Eternal Flow / Mechanical World. Il disco è composto di lunghe e allucinate jam psichedeliche prive di quella componente gotica marchio di fabbrica della più celebre costola degli Amon Düül II. Unico documento in studio della band che vanta altri quattro album frutto di registrazioni live precedenti all’approdo alla Ohr.

L’albergo con vista sull’infinito

La musica degli Albergo Intergalattico Spaziale, duo composto da Mino Di Martino, già ne I Giganti, e la moglie Terra Di Benedetto, seguiva la strada già tracciata dai corrieri cosmici tedeschi e dal nostro Franco Battiato. Il loro unico disco in studio fu pubblicato nel 1978 ma era stato registrato tre anni prima, nello stesso anno in cui i due erano stati in tour col supergruppo Telaio Magnetico, nato per iniziativa del Partito Radicale con lo scopo di portare la musica nel meridione e che vedeva coinvolti lo stesso musicista catanese, Juri Camisasca e Lino Capra Vaccina.

Il krautrock embrionale (Ohr Records #5)

Uno dei primi LP licenziati dalla Ohr Records nel 1970 fu Opal , disco d’esordio dei bavaresi Embryo, collettivo capitanato dal polistrumentista Christian Burchard. La loro proposta era un’avventurosa miscela di free-jazz e musica etnica (ai loro dischi parteciperanno grandi jazzisti come Mal Waldron e Charlie Mariano o come il grande suonatore di tablas indiano Trilok Gurtu).

L’apertura popolare

Tra le venti possibili mosse con cui il bianco può aprire una partita a scacchi la più popolare è quella che vede avanzare di due case il pedone di re ovvero dalla posizione e2 alla posizione e4.

Manuel Göttsching scelse una scacchiera come copertina del suo album solista, nato come esperimento casalingo nel dicembre del 1981 e pubblicato solo tre anni dopo. Il musicista tedesco, leader degli Ash Ra Tempel, una delle massime espressioni del krautrock, aveva cominciato a dilettarsi con i sintetizzatori e quasi per gioco sfornò un’ora di elettronica che ruotava attorno a un paio di Mi ( E2 ed E4 se si usa la notazione letterale delle note musicali). Con sua sorpresa diventò un brano di successo nei club disco di New York e Detroit.

Perchè non mangi non le carote?

La leggenda vuole che furono cacciati dalla Virgin dopo essere stati beccati a fare un’orgia vestiti da nazisti. Non si è mai saputo se fosse vero. Vero è che la Virgin voleva che “normalizzassero” quel suono messo a punto negli anni di isolamento di Wumme, dove dal ’70 al ’73 vissero in una vecchia scuola, suonando, manipolando nastri, costruendosi i propri strumenti e alternando un isolamento quasi monastico senza radio e TV ad orge e droghe. Il loro manager, Uwe Nettelbeck, giornalista di estrema sinistra, era riuscito a procurargli un contratto con la Polydor senza che avessero neppure mai suonato una volta! Grazie a quel contratto riuscirono a mantenersi durante quell’anno in cui vide la luce il primo leggendario LP: vinile trasparente e copertina radiografica. Tre lunghe tracce che partono demolendo il rock sotto le note deformate di Satisfaction e All you need is love e proseguono tra sogno e incubo fino alla conclusiva e beffarda “and at the end realise that nobody knows if it really happened”.

Gli psiconauti

Prendere un biglietto per il cervello e navigare nelle psiche l’obiettivo dichiarato di Psychonaut dei Brainticket. Capitanati dall’organista e flautista belga Joel Vandroogenbroeck i Brainticket comprendevano musicisti svizzeri, tedeschi, italiani. Progressive e krautrock le coordinate all’interno delle quali si muovevano. Psychonaut, fu pubblicato nel 1971 dalla piccola etichetta italiana Durium, curiosamente già attiva durante gli anni del regime fascista come Durium La voce dell’Impero, e rappresenta la loro prova migliore dopo Cottonwoodhill (1971) e prima di Celestial Ocean (1974).

Totentanz

Aggettivi come gotico e teutonico bastano e avanzano per descrivere la musica degli Amon Düül II. Una musica che evoca quel tribalismo nordico pagano e allo stesso tempo allucinato e austero. Come il monito delle tante totentanz, le danze con la morte, che pullulano nelle chiese tedesche.
Il loro primo disco Phallus Dei impone il suo clima orrorifico e luciferino sin dalla splendida copertina: non resta altro lasciarsi sopraffare dalle sue note e partecipare al sabba.

Suoni dal bunker

Leggenda narra che solo 11 delle 213 copie stampate nel 1972 furono vendute. Insomma un fiasco colossale per l’ellepì etichetta BU 1-72, unica uscita della fantomatica Bunker Records, copertina nera, militaresca silhoutte e la scritta, in goticissimi caratteri tipografici, German Oak . Poi la riscoperta in anni recenti di un disco la cui storia merita essere raccontata: durante le Olimpiadi di Monaco, quelle che saranno ricordate per l’irruzione di un commando palestinese nel villaggio olimpico e conclusasi nel sangue, sei ragazzi di Dusseldorf si chiudono in un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale per rivivere l’esperienza dei loro genitori durante i pesantissimi bombardamenti alleati. Bombardamenti spesso assolutamente inutili come quelli su Dresda esemplarmente raccontati da Kurt Vonnegut in Mattatoio 5. Lì sotto, i sei registrano un disco strumentale che con poca fantasia potrei definire di claustrofobica psichedelia.